EX ILVA / IL BLUFF DI ARCELOR MITTAL

Un bluff? Più precisamente, l’ultimo tentativo per capire se in Italia può continuare a lavorare o venirci a fare le vacanze - art. pubblicato da il sussidiario.net 13.11.2019 - 13/11/2019 , di Giuseppe Sabella

Ex Ilva, ieri sono successe due cose importanti. Di prima mattina, una caldaia piena di metallo fuso si è bucata procurando fiamme altissime che hanno raggiunto alcune tubazioni di gas, e solo l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio. Un’indagine è stata aperta (non è escluso il dolo), tuttavia fortunatamente non ci sono state conseguenze. Un tempismo sorprendente visto che ora non vi è più lo scudo penale. Qualche ora più tardi, i legali di ArcelorMittal hanno depositato all’iscrizione a ruolo in Tribunale a Milano l’atto di citazione per il recesso del contratto di affitto, preliminare all’acquisto, dello stabilimento di Taranto e delle altre sedi del gruppo. Il deposito del recesso segue alla comunicazione della scorsa settimana con la quale il colosso dell’acciaio aveva informato i commissari – e quindi il Governo italiano – della sua intenzione di recedere dagli accordi.

ArcelorMittal ritiene di aver “esercitato il recesso in conformità alle applicabili disposizioni contrattuali subito dopo che la legge numero 128 del 2 novembre 2019 ha eliminato la protezione legale per le attività svolte nello stabilimento di Taranto”. Per la multinazionale dell’acciaio “la protezione legale costituiva una tutela essenziale”, perché consentiva di operare “senza incorrere in eventuali responsabilità (anche penali) conseguenti, tra l’altro, a problemi ambientali ereditati dalle precedenti gestioni societarie e commissariali dello stabilimento di Taranto”.

Come abbiamo già raccontato su queste pagine, nell’accordo non vi è espressamente il richiamo allo scudo penale ma vi è scritto che in caso di mutamenti della normativa ambientale che rendano impossibile l’esecuzione del contratto, dallo stesso si possa recedere. Lo scudo penale c’era già per i commissari straordinari (dal 2015), non si comprende secondo quale principio debba valere per il pubblico (i commissari) e non per il privato (Mittal).

Sempre ieri, i segretari generali di Fim Fiom e Uilm hanno inviato una lettera ad azienda e commissari esprimendo “valutazioni diverse” da ArcelorMittal sul sussistere delle condizioni per rescissione del contratto e retrocessione dei rami d’azienda dell’ex Ilva chiedendo un incontro urgente presso il Ministero dello sviluppo economico su prospettive, accordi e impegni assunti per la ex Ilva.

Mettiamoci ora per un attimo nei panni del sig. Lakshmi Mittal che produce e commercia acciaio in tutto il mondo. Questo signore è venuto in Italia e si è trovato a ultimare gli accordi che stava definendo con il Governo italiano con un neoministro che non ha perso occasione per spettacolarizzare la vicenda tanto da riesumare un vecchio film di Alfred Hitchcock, Il delitto perfetto. Un capolavoro di film ma qualcosa di più meritevole per l’home cinema che per l’investimento più importante degli ultimi 30 anni della storia industriale del nostro Paese. Chiusi gli accordi, la sceneggiata è proseguita: togli lo scudo, metti lo scudo e poi ancora toglilo; anche se ora il pallino della vicenda sembra non più in mano a Luigi Di Maio.

Il sig. Lakshmi Mittal, descritto da chi lo ha incontrato come paziente e molto serio – tanto che a parlare con il Premier Conte la scorsa settimana c’è andato di persona e non ha delegato i suoi manager – ora vuole vederci chiaro: per questo ha depositato il recesso in Tribunale ma è ancora disposto a capire se l’Italia può fare qualcosa per lui. Mittal rivuole lo scudo penale e vuole ridurre i livelli occupazionali a causa della contrazione di mercato e produzione. Vedremo se il Governo sarà capace di avviare un negoziato autorevole con il sig. Mittal che, ad oggi, non avuto altra opzione che il Tribunale. Un bluff? Più precisamente, l’ultimo tentativo per capire se in Italia può continuare a lavorare o venirci a fare le vacanze. Sempre che non abbia esaurito la sua pazienza.

PS: ieri 12 novembre, Grace Kelly – la protagonista de Il delitto perfetto di Hitchcock – avrebbe compiuto novant’anni; auguriamoci che siano solo delle coincidenze perché cacciare il sig. Mittal dall’Italia, questo sì, è un delitto perfetto.

 

Twitter: @sabella_thinkin